La suscettibilità e l'esagerazione dei problemi sui social network (e non solo), i classici dell'horror, Excel a scuola, Nomadland e Ted Lasso

Per me questa è stata una settimana di organizzazione. Ho cominciato la scuola cercando di conoscere i ragazzi nuovi e di vedere come mi sarei regolato, e adesso sono dovuto passare a programmare meglio gli argomenti, le verifiche, il ritmo. E così, maniacalmente, come ogni anno ho usato Excel per dividere le lezioni, le interrogazioni, i compiti scritti: alla faccia di quella citazione che è girata molto sui social in questi giorni, secondo cui a scuola dovremmo fare meno “valvassori e valvassini” e più Excel. In realtà gli uni si possono fare (anche) con l’altro, alla faccia di chi la scuola la conosce poco.

Bando alle ciance, però, e procediamo con la solita carrellata di libri, film e pensieri.

Quello che ho letto

Questa settimana mi sono concentrato su meno libri del solito, soprattutto perché ho cercato di finirne alcuni (e ci sono in buona parte anche riuscito). Eccoli.

  • Illusioni di Richard Bach: molto breve, l’avevo cominciato la settimana scorsa e questa settimana l’ho finito. Come vi dicevo, l’ho pescato perché sono alla ricerca di un libro per i miei studenti, di un romanzo che si concentri su una realtà fittizia, illusoria. Il titolo di questo romanzo breve mi aveva così attirato, ma non è proprio il libro che fa al caso mio: si concentra su un aviatore-guru che viene idealizzato come un nuovo Messia e che si esprime con frasi e con atteggiamenti enigmatici. Devo dire che, pur con qualche spunto interessante, non mi è piaciuto granché; troppo new age per i miei gusti.

  • L’era della suscettibilità di Guia Soncini: iniziato, letto e finito in pochi giorni. Ne ho parlato anche nella diretta di questa sera, assieme al libro di cui parlo tra poche righe, perché secondo me tocca un tema molto interessante: quello dell’indignazione permanente e della suscettibilità in rete. Devo dire che non ne condivido completamente il punto di vista ma neppure l’impostazione generale – mi sembra un po’ riduttivo e troppo fondato sul cherry picking, cioè sul portare solo gli esempi che fanno comodo per dimostrare una tesi già preconfezionata – ma sicuramente offre degli spunti di riflessione interessanti e, in alcuni punti, non ha tutti i torti. Lo stile è volutamente polemico e forse questo è il maggior pregio ma anche il maggior limite del libro. Probabilmente, lo odierete o lo amerete; io l’ho odiato ed amato allo stesso tempo, anche se forse “odiato” e “amato” sono termini troppo forti.

  • Offendersi di Remo Bassetti: tocca in parte lo stesso argomento del pamphlet della Soncini, solo che lo fa con meno spirito polemico e con maggior approfondimento metodico. Insomma, quello della Soncini è un testo da pezzo di colore giornalistico; questo è un saggio più serio e profondo. Mi è piaciuto di più, ma tocca anche temi che vanno ben oltre la suscettibilità in rete.

  • Morte dell’erba di John Christopher: sto continuando a leggerlo, nei ritagli di tempo. La svolta del libro – cioè le decisioni prese dal governo inglese davanti alla carestia – mi sembra piuttosto improbabile, ma vediamo come va a finire prima di esprimere un giudizio definitivo.

Quello che ho visto

Un paio di film molto recenti, un classico intramontabile e una serie TV nell’elenco di questa settimana:

  • Nomadland (2020), di Chloé Zhao, con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May: film premiatissimo – soprattutto perché nel 2020 non è uscito quasi nulla, quindi non aveva molti rivali – che mi ero perso ma che finalmente ho recuperato. Certo, Frances McDormand è bravissima; certo, Chloé Zhao sa riprendere i grandi spazi americani; certo, la storia è originale (anche se non succede nulla, di fatto) e raccontata con sensibilità; però mi è rimasto un po’ d’amaro in bocca. Alla fine, racconta la vita di una persona ferita che sembra incapace di superare quella ferita. È una storia di sconfitte, di una persona che in un certo senso è vittima di se stessa più che di quello che le è accaduto. Molto bello e semplice, ma molto amaro e forse irrisolto. Voi l’avete visto? Che impressione vi ha fatto?

  • It - Capitolo Due (2021), di Andrés Muschietti, con Bill Skarsgård, James McAvoy, Jessica Chastain: la settimana scorsa in famiglia avevamo visto la prima parte, ora abbiamo completato l’opera. Discreto adattamento del libro di Stephen King, ma devo dire che la prima parte, coi ragazzini, mi era piaciuta di più, forse proprio grazie ai giovani attori, che mi sembravano ancora più convincenti degli adulti.

  • Shining (1980), di Stanley Kubrick, con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd: visto che i figli sembrano aver scoperto una passione per l’horror, stiamo cercando un po’ alla volta anche di recuperarne i grandi classici. E non poteva mancare, ovviamente, Shining. Non ho molto da dire, soprattutto perché l’ho già visto svariate volte e su questo film è già stato detto tutto quello che si poteva dire. Aggiungerò solo questo: fa molta meno paura, oggi, di allora, visto che i figli quasi non lo reputano neppure un horror, e però la sua bellezza visiva e stilistica è ancora fortissima.

  • Ted Lasso (2020), con Jason Sudeikis, Hannah Waddingham, Brendan Hunt: mentre la serie vinceva svariati premi agli Emmy, io ho finalmente finito la prima stagione. Mi è piaciuta, molto: rappresenta un modo diverso di creare una commedia, un modo che mi verrebbe da definire “più umano”. Anche se devo dire che alcune riprese delle partite di calcio si vede lontano un miglio che sono fatte da americani che di calcio ne capiscono davvero poco…

Quello che ho pensato

Sono stato contento, la settimana scorsa, di parlare in diretta su YouTube di Per chi suona la campanella, il mio vecchio libro che compie in queste settimane 10 anni di vita. Mi ha fatto ricordare varie cose che avevo dimenticato e fatto ricevere anche molti commenti da parte di chi quel libro l’aveva letto e in qualche modo se lo ricorda. Quindi, prima di tutto: grazie a tutti quelli che mi hanno scritto!

Poi continuo ad essere un po’ turbato dalla questione del green pass. Non del green pass in sé, per la verità, ma da quanto questo problema sia stato almeno in parte ingigantito dai giornali e dai social network: per alcuni sembra che il green pass sia il peggior attentato alla Costituzione che si sia mai visto nella storia repubblicana. Il che mi pare emblematico della mancanza di prospettiva che attanaglia la nostra epoca: questo strumento si può apprezzare o criticare, ovviamente, ma tra tentativi di golpe reali, trame dei servizi segreti deviati, attentati terroristici e quant’altro, mi pare che nel nostro passato abbiamo avuto attentati alla Costituzione molto più concreti e che il green pass sia tutto sommato poca cosa. E, in generale, mi turba abbastanza quest’idea che le piccole magagne di oggi siano vissute come se fossero la tragedia più immane di un’intera epoca. Forse dovremmo rasserenarci un po’: credo che il green pass non durerà a lungo, forse pochi mesi, e sicuramente tra qualche anno ce ne saremo completamente dimenticati, magari presi dall’idea che un altro “potere forte” (dopo chi guida i flussi migratori e Big Pharma, a chi toccherà?) voglia rubarci la democrazia. O almeno questa è la mia impressione, ma sono pronto ad ascoltare pareri discordi, se volete scrivermi.

In più ho pensato molto anche ai meccanismi di indignazione sui social network, ma su questo ho realizzato un video apposito che trovate qui di seguito, quindi di più non dico. Se non l’avete visto, guardatelo.

Quello che ho registrato e pubblicato

Tanti video e puntate del podcast, come al solito. Eccoli:

  • Cesare da dittatore alle idi di marzo: ci abbiamo messo diverse settimane a vedere l’ascesa di Cesare, e ora è già tutto finito. In effetti il suo potere assoluto durò pochi anni, ma avrebbe lasciato il segno, e ho tentato di spiegare perché

  • Così parlò Zarathustra: audiolibro e spiegazione parte 4: altro capitolo della nostra lettura integrale del capolavoro di Friedrich Nietzsche, spiegato passo passo

  • Siamo tutti troppo suscettibili (sui social)?: a partire da un paio di libri, rispettivamente di Guia Soncini e di Remo Bassetti, ho provato ad affrontare il tema dell’indignazione sui social network, la sua natura e i suoi limiti. Dateci un’occhiata e lasciate un commento, se avete vissuto situazioni simili sui social

  • Com’è e come funziona il referendum in Italia: una lezione di educazione civica sull’istituto referendario, sia per quanto riguarda il referendum abrogativo, sia per quello confermativo o costituzionale

  • Le dottrine non scritte di Platone (per il podcast “Dentro alla filosofia”)

  • La vita e le opere di Aristotele (per il podcast “Dentro alla filosofia”)

  • La corruzione della Chiesa nel ‘500 (per il podcast “Dentro alla storia”)

Cosa c’è in arrivo

Chiudiamo come al solito su qualche anticipazione su quello che arriverà questa settimana. In breve:

  • un video di storia medievale su come si viveva e come si produceva nel Basso Medioevo;

  • un’altra puntata – la quinta – del Così parlò Zarathustra;

  • forse un video su San Tommaso, anche se sono ancora piuttosto indietro nella lavorazione quindi non sono certissimo di fare in tempo, considerando che avrò anche parecchie riunioni per scuola (ma ci proverò);

  • una o forse addirittura due puntate del podcast storico dedicate a Lutero e alla Riforma;

  • una puntata del podcast filosofico sulla logica aristotelica.

In più non ho dimenticato che vi ho promesso un video su Vico: arriverà, anche se non so ancora quando. Prossimamente (non so se già lunedì prossimo) mi piacerebbe anche fare una diretta sulla “moda dello stoicismo”, visto che stanno uscendo molti libri anche divulgativi dedicati a questa scuola filosofica. Vedremo, vi terrò informati. Intanto vi saluto: ci leggiamo la settimana prossima!